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  RIEVOCAZIONI


Ho curato la regia delle prime tre edizioni della rievocazione storica di ‘C’era una volta un re” a Rivoli dal ’96 al ’98. Da allora le rievocazioni si sono diffuse a macchia d’olio su tutto il Piemonte e sono diventate uno strumento di cultura popolare, un’occasione per far rivivere vecchie tradizioni e vecchi personaggi. Le rievocazioni e i tanti gruppi spontanei di figuranti, danzatori ed improvvisi attori di strada che da esse sono nati, sono sintomo di un bisogno di identità storica che, in un momento di grandi trasformazioni sociali come quello di oggi, rischia di perdersi. Il bisogno di ritrovarsi a vivere insieme la propria città e di riconoscersi nella sua storia.


Credo che in questo vada ricercato il valore delle rievocazioni, prima ancora che nella qualità delle prestazioni o nel rigore storico. Ho sempre cercato, nella precarietà dei fondi sempre esigui destinati a queste iniziative, di fondere insieme le diverse anime che le compongono: da una parte i gruppi spontanei e autogestiti che partecipano per il piacere di far parte di un momento di grande festa collettiva; dall’altra gruppi più professionali e ambiziosi che nel corso degli 11 anni trascorsi da quel lontano ’96, hanno preso lezioni di danze barocche o medievali, hanno fatto corsi di teatro, ricerche storiche su come si lavavano i panni nel ‘700 o quali ricami si facessero alle sottane, quali i menù dell’epoca, i modelli e i materiali dei costumi, delle scarpe, delle acconciature. E tutto per il solo piacere di esserci, di partecipare ad un evento che coinvolge tutta la cittadinanza, una festa intorno ad un fatto storico realmente accaduto incastonato tra le mura di un castello, di un antico palazzo, o tra campi incolti che furono scenari di orride battaglie. Un momento di riflessione sulle proprie radici in un mondo che le sta sradicando tutte e dove tutti corrono per conto proprio non si sa bene per dove.

Dopo l’esperienza della regia della “Marsaglia”, in Volvera, per i due anni consecutivi del 2005/ e 2006, è stato con enorme piacere che quest’ anno ho curato ancora la regia di “C’era una volta un re”, un momento di creatività per tutto il gruppo. A partire dalle scene di risse al rallentatore, corteggiamenti e ladri di galline dei primi anni, passando da “Robe da servi”, una bella commediola realizzata in collaborazione con Philip Radice, Rufus Teatro ha presentato quest’ anno scene tratte liberamente da testi d’autore rivisti, corretti e liberamente interpretati dalle due giovanissime leve del gruppo, Linda e Gaia, presenti e attive dall’età di nove e sette anni, e da un’attrice giovanissima anche lei e di ottima formazione, Elena Ramognino.
 

                                                                                                                                         Lidia Portella


 

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